Una sede per l’Associazione e la donazione di un coagulometro portatile per migliorare l’assistenza ai circa 6mila pazienti in terapia anticoagulante orale
Grandi novità per la terapia anticoagulante. All’interno del Centro Emostasi e Trombosi dell’Ospedale “Di Venere”, i pazienti avranno uno spazio loro dedicato. A suggellare questo momento, una cerimonia svolta nella Sala Prelievi del Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale (SIMT) del Presidio Ospedaliero per ufficializzare l’arrivo in sede della realtà associativa, laAssociazione Pugliese Integrata Anticoagulati e Antiaggregati(A.P.I.A.A.), che opererà in affiancamento al Centro. Assieme al direttore generale ASL Bari, Luigi Fruscio, sono intervenuti la presidente Antonietta Colucci, il direttore del SIMT dr. Domenico Visceglie, il direttore di Presidio dr. Maurizio Marra, operatori sanitari e soci dell’associazione.
L’iniziativa è nata con l’obiettivo di sostenere il monitoraggio e la sicurezza gestionale della terapia anticoagulante orale, a beneficio dei circa 6mila pazienti seguiti, dei familiari e degli operatori sanitari.
Nel corso dell’evento, infatti, l’Associazione ha donato al Centro un coagulometro portatile di ultima generazione, strumento fondamentale per migliorare la gestione clinica anche in condizioni di particolare complessità e urgenza. L’apparecchio permette, anche in remoto, di monitorare i valori di protrombina (PT) attraverso il semplice prelievo di una goccia di sangue.
La terapia anticoagulante orale (TAO)
La terapia anticoagulante orale (TAO) è fondamentale per la prevenzione e il trattamento delle malattie tromboemboliche, riducendo in modo controllato la coagulabilità del sangue e il rischio di eventi come ictus e trombosi, con un adeguato profilo di sicurezza.
Una gestione efficace richiede monitoraggio costante e strumenti appropriati, come i coagulometri portatili, che migliorano il controllo clinico e l’aderenza terapeutica, soprattutto nei pazienti più fragili.
Le principali indicazioni riguardano fibrillazione atriale (67%), tromboembolismo venoso (16%), protesi valvolari cardiache (12%) e altre condizioni cardiovascolari (5%). Evidenze consolidate e raccomandazioni di organismi come l’Istituto Superiore di Sanità confermano il ruolo centrale della TAO nella riduzione di mortalità e complicanze.

