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I primi 20 medici già incaricati, entro novembre gli incarichi per coprire altre 76 zone carenti

 

In arrivo 96 medici del ruolo unico nella ASL Bari da destinare all’assistenza primaria.

L’unità operativa Personale Convenzionato della ASL Bari ha già dato copertura alle prime 20 zone carenti, con l’assegnazione di altrettanti incarichi a medici per i quali è in corso di perfezionamento l’iscrizione negli elenchi dei rispettivi Comuni.

Sede Direzione generale ASL Bari ex CTO

 

Con la pubblicazione dell’avviso sul BURP n° 75 del 18 settembre 2025, inoltre, è stato dato il via alla presentazione delle domande finalizzate all’assegnazione degli incarichi vacanti delruolo unico di assistenza primaria,che ha assorbito le funzioni del medico di famiglia e della continuità assistenziale, nel territorio dell’Area metropolitana.

Per la ASL Bari si tratta di assegnare ulteriori 76 incarichi, le cui domande di partecipazione scadranno il prossimo 7 ottobre. A seguire si procederà a formulare le graduatorie aziendali e, da calendario regionale, il 21 novembre è prevista la convocazione per l’assegnazione degli incarichi. A regime, quindi, si prevede l’assegnazione di un totale di 96 incarichi.

«Nel più breve tempo possibile – spiega il direttore generaleLuigi Fruscio– puntiamo a terminare l’intera procedura per dare copertura a tutti gli ambiti territoriali, con l’obiettivo di garantire non solo l’assistenza primaria alla popolazione ma anche di assicurare una distribuzione equilibrata dei medici convenzionati a tutti i residenti secondo il principio di “prossimità”. È utile rimarcare – continua il Dg – che i nuovi medici che saranno selezionati, in linea con quanto previsto negli accordi regionali, sono professionisti che potranno svolgere la loro attività oraria nelle attuali sedi di continuità assistenziale, all’interno dei Presidi Territoriali Assistenziali (P.T.A) o nelle sedi di riferimento delle A.F.T. Avranno quindi ancor più un ruolo cruciale in tema di riduzione degli accessi impropri in Pronto soccorso, nella gestione delle cronicità nonché nelle altre attività finalizzate alla riduzione delle liste d’attesa e al ricorso inappropriato all’assistenza ospedaliera».

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