Confermate le raccomandazioni europee in gravidanza
Le dichiarazioni di Trump continuano a sconvolgere il mondo. Questa volta riguarda la salute, soprattutto delle future mamme.
Secondo il presidente USA, il consumo di paracetamolo in gravidanza provoca autismo nel nascituro. Questa dichiarazione, sostenuta dal alcune presunte evidenze scientifiche presentate dal ministro americano della Sanità Kennedy (da tempo al centro di polemiche nel mondo scientifico per alcune sue esternazioni e battaglie contro anche i vaccini e il Covid), ha spinto la scienza ad intervenire su più fronti e su più livelli per dimostrare invece l’efficacia del farmaco.
Sulla vicenda è intervenuta anche L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) che, alla luce delle più recenti valutazioni scientifiche effettuate a livello europeo, ha spiegato che non emergono nuove evidenze che richiedano modifiche alle raccomandazioni in vigore sull’uso del paracetamolo in gravidanza.
“Il paracetamolo (acetaminofene) – spiega in una nota l’agenzia – ampiamente utilizzato per il trattamento della febbre e del dolore, può essere impiegato durante la gravidanza, se clinicamente necessario. I dati disponibili non evidenziano associazioni con un aumento del rischio di autismo né con malformazioni del feto o del neonato.
Una revisione condotta nel 2019 dal Comitato di Valutazione dei Rischi per la Farmacovigilanza (PRAC) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) sugli effetti del paracetamolo sullo sviluppo neuroevolutivo nei bambini esposti in utero ha concluso che le evidenze disponibili risultano non conclusivi e non supportano modifiche alle attuali raccomandazioni sull’uso in gravidanza. Le esperienze d’uso in ampie coorti di donne in gravidanza confermano, inoltre, l’assenza di rischi malformativi o tossici.
Si raccomanda comunque di utilizzare il paracetamolo durante la gravidanza, alla dose efficace più bassa, per il periodo di tempo più breve possibile e con la frequenza minima compatibile con il trattamento.
L’EMA, in collaborazione con le autorità regolatorie degli altri Stati membri dell’Unione Europea, continuerà a monitorare costantemente la sicurezza dei medicinali contenenti paracetamolo e ad aggiornare le informazioni disponibili qualora emergessero nuovi dati.”.

