Ritardi e scarso funzionamento nel programma di screening Hcv nella Regione Puglia. È quanto emerso nell’audizione richiesta al consigliere Pierluigi Lopalco per sapere come sta procedendo la battaglia per l’eradicazione dell’epatite C, foriera di più gravi ed esiziali malattie, e ormai curabile con la somministrazione di antivirali.

“Il ministero ha lanciato nel 2020 un programma nazionale di screening, con un target primario tra utilizzatori di droghe e popolazione carceraria e nella fascia di popolazione nata tra il 1969 e il 1989”, ha sintetizzato Lopalco, aggiungendo che “appare necessario non solo raggiungere l’intero target ma estenderlo a fasce di età più avanzate”, e in questo senso ha sollecitato la Regione ad attivarsi o con risorse proprie oppure facendo pressione sul governo nazionale per allargare la fascia di persone da sottoporre a screening.

I dati riferiti dal dirigente Nehludoff Albano intervenuto per il Dipartimento Promozione della salute sono stati considerati sconfortanti sia da Lopalco sia da Fabiano Amati.

In sintesi sui 1,1 milioni di pugliesi aventi diritto allo screening, solo 197mila hanno aderito finora, di questi i positivi sono risultati 1463. Rispetto al target gli inviti partiti con sistema multicanali sono stati sin ora 650 mila. “E’ chiaro che manca un programma strutturato e capillare che permetta di intercettare la popolazione target”, ha considerato Lopalco, “è necesario uno sforzo ulteriore e coordinato”.

Amati e Lopalco hanno chiesto un aggiornamento sia sui dati dello screening sia sugli strumenti da mettere in campo per far funzionare la campagna di reclutamento ai test.

Ambiente Salute Benessere