L’AIFA ha dato il via libera alla rimborsabilità di elranatamab, un anticorpo monoclonale bispecifico che attacca e distrugge le plasmacellule degenerate che si trovano nel midollo osseo
Oggi c’è un altro farmaco per i pazienti affetti damieloma multiploche migliora la gestione della patologia e la qualità della loro vita. L’Aifa ha dato il suo ok alla rimborsabilità dielranatamab, un anticorpo monoclonale bispecifico che attacca e distrugge le plasmacellule degenerate che si trovano nel midollo osseo, le principali responsabili dell’insorgere del mieloma. Destinato a coloro a cui è stata diagnosticata una forma recidivata e refrattaria della malattia, il farmaco sarà utilizzato come quarta linea di terapia e verrà somministrato per via sottocutanea in ospedale. I pazienti dovranno assumerlo ogni due settimane o, dopo un anno di terapia, una volta al mese: si tratta di un primo, notevole miglioramento della qualità della vita rispetto alle soluzioni attuali, che costringono i malati a recarsi dal medico ogni sette giorni. Questo tipo di somministrazione ha ripercussioni positive anche sul lavoro dei clinici, che infatti hanno accolto con gioia la rimborsabilità di elranatamab.
Non ci sono differenze nel dosaggio della terapia tra malati più giovani e anziani; se la persona che il medico si ritrova di fronte è particolarmente fragile, però, si tenderà a ridurre la frequenza di somministrazione.
L’altro grande tema è quello dell’aumento della speranza di vita. Fino ad alcuni anni fa, una diagnosi di mieloma multiplo corrispondeva a poco più di un anno di sopravvivenza. La ricerca e l’applicazione di terapie sempre più innovative ha rivoluzionato la gestione della malattia, la seconda neoplasia ematologica più diffusa dopo il linfoma.
L’età media di chi si ammala è superiore ai 50 anni, anche se iniziano a registrarsi sempre più spesso casi nella popolazione sotto questa soglia. Le persone più a rischio restano gli anziani over 70, che lamentano fratture e generali difficoltà nei movimenti. Il mieloma multiplo, infatti, colpisce più gli uomini che le donne e tra i sintomi comuni annovera il dolore alle ossa, localizzato soprattutto a livello di schiena, anca e busto. La fragilità ossea comporta fratture anche in seguito a traumi lievi e si accompagna a una generalizzata anemia che causa forte stanchezza.
In questa direzione va la rimborsabilità decisa dall’Aifa, che permetterà ai pazienti elegibili di accedere a questa terapia.

